iEvac-Z: il primo vaccino inattivato contro Ebola sperimentato nell'uomo
Uno studio di fase 1 pubblicato sul New England Journal of Medicine mostra che un vaccino sperimentale inattivato è risultato ben tollerato e capace di indurre una risposta immunitaria contro più componenti del virus. Serviranno però studi più ampi per valutarne l'efficacia protettiva

L'impiego dei vaccini ha permesso negli ultimi anni di disporre di uno strumento efficace contro la malattia da virus Ebola, ma la ricerca continua a sviluppare nuove strategie che possano ampliare le opzioni disponibili e migliorare la risposta immunitaria.
In questa direzione si colloca iEvac-Z, un vaccino sperimentale sviluppato in Giappone e valutato per la prima volta nell'uomo in uno studio di fase 1 pubblicato sul New England Journal of Medicine.
A differenza degli attuali vaccini basati su vettori virali che espongono principalmente la glicoproteina del virus Ebola, iEvac-Z utilizza una versione geneticamente modificata e inattivata del virus stesso. Il virus è stato privato del gene VP30, indispensabile per la replicazione, e successivamente inattivato con beta-propiolattone. In questo modo non è in grado di causare l'infezione, ma conserva numerose proteine virali, tra cui glicoproteina, nucleoproteina e VP40, offrendo al sistema immunitario un insieme più ampio di antigeni da riconoscere.
Lo studio ha coinvolto 29 uomini sani di età compresa tra 20 e 45 anni, che hanno ricevuto due dosi del vaccino a distanza di alcune settimane, con due differenti livelli di dosaggio, e sono stati seguiti per un anno.
I risultati mostrano un profilo di sicurezza incoraggiante. Gli eventi avversi osservati sono stati prevalentemente lievi e rappresentati soprattutto da dolore, arrossamento o gonfiore nella sede di iniezione. Un solo partecipante del gruppo ad alta dose ha sviluppato una reazione locale di grado 3 dopo la prima somministrazione e non ha ricevuto la seconda dose. Considerata la dimensione limitata dello studio, questi dati consentono di individuare gli effetti indesiderati più comuni, ma non permettono di escludere eventi avversi rari.
Dal punto di vista immunologico, tutti i partecipanti valutabili hanno sviluppato anticorpi IgG contro la glicoproteina del virus Ebola entro l'ottava settimana dalla vaccinazione. La risposta è risultata più intensa nei soggetti che avevano ricevuto la dose maggiore. Il vaccino ha inoltre indotto anticorpi diretti contro la nucleoproteina e la proteina VP40, confermando la capacità di stimolare una risposta verso più componenti del virus.
L'aspetto più prudente dell'interpretazione riguarda però gli anticorpi neutralizzanti, quelli maggiormente associati alla capacità di bloccare l'infezione: sono stati rilevati soltanto nel 21% dei volontari trattati con la dose più bassa e nel 50% di quelli che avevano ricevuto la dose più elevata. A un anno dalla vaccinazione, gli anticorpi contro la glicoproteina erano ancora rilevabili in circa quattro partecipanti su dieci del gruppo ad alta dose.
Questi risultati non dimostrano che il vaccino protegga dalla malattia né consentono un confronto diretto con Ervebo®, il vaccino attualmente raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità per la prevenzione della malattia da virus Ebola della specie Zaire. Lo scopo di uno studio di fase 1 è infatti verificare principalmente sicurezza e capacità di stimolare il sistema immunitario, mentre l'efficacia clinica dovrà essere valutata in studi successivi, condotti su popolazioni più numerose e diversificate.
Il valore principale di questa ricerca risiede quindi nell'aver dimostrato la fattibilità di un approccio innovativo: utilizzare un virus Ebola geneticamente reso incapace di replicarsi e successivamente inattivato per ottenere un vaccino che presenti contemporaneamente diversi antigeni virali. I ricercatori stanno già valutando possibili strategie, come l'impiego di adiuvanti, per aumentare la produzione di anticorpi neutralizzanti.
Sebbene sia ancora troppo presto per prevedere un impiego clinico di iEvac-Z, questo studio rappresenta un primo passo verso lo sviluppo di nuove piattaforme vaccinali che potrebbero in futuro ampliare gli strumenti disponibili per la prevenzione della malattia da virus Ebola.
Fonti / Bibliografia
Watanabe T, Koga M, Nojima M, et al. iEvac-Z, an Inactivated Ebola Vaccine. Phase 1 Study in Japan. New England Journal of Medicine. Published online July 29, 2026. doi:10.1056/NEJMc2518666.
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