Il vaccino anti-Hpv funziona: La letteratura lo conferma.

Ancora un’importante evidenza scientifica dell’impatto che i vaccini anti-Hpv hanno nella riduzione dell’incidenza delle infezioni da Hpv, delle lesioni cervicali di alto grado e delle verruche anogenitali.

Dal 26 Giugno scorso è disponibile sulla versione online di The Lancet una revisione sistematica di letteratura con meta-analisi degli studi pubblicati in materia di vaccinazioni anti-Hpv sino al 2015 effettuata dalla Dott.ssa Melanie Drolet della Laval University del Quebec (Canada). Dopo un meticoloso lavoro di screening, nella revisione sono stati inclusi 65 articoli, provenienti da 14 paesi diversi.

I risultati della meta-analisi mostrano come dopo 5-8 anni dall’introduzione di un programma di vaccinazione anti-Hpv si osservi una significativa riduzione della prevalenza di infezione da sierotipi 16 e 18 del 83% nelle ragazze tra 13 e 19 anni e del 66% nelle ragazze tra 20 e 24 anni. Diminuiscono significativamente anche le infezioni da sierotipi 31, 33 e 45. La revisione mostra anche una riduzione significativa tra le femmine della diagnosi di verruche anogenitali (67% per le 15-19enni, 54% per le 20-24enni e 31% per le 25-29enni). La riduzione è meno marcata nei maschi, dove raggiunge il 48% per i 15-19enni e il 32% per i 20-24enni. Infine, dopo 5-9 anni dall’introduzione di un programma vaccinale, si registra una significativa riduzione delle lesioni cervicali di alto grado del 51% nelle ragazze tra 15 e 19 anni e del 31% nelle ragazze tra 20 e 24 ani.

Nonostante sia troppo presto per osservare una riduzione significativa dei tumori cervicali, questi dati suggeriscono come questi tumori siano destinati a diminuire. I risultati di questo studio non fanno altro che supportare la posizione recentemente presa dall’OMS, la quale raccomanda la somministrazione della vaccinazione anti-Hpv a ragazze di diverse fasce d’età tra i 9 e i 14 anni, non appena il vaccino venga introdotto in un certo paese. Infatti, i programmi atti a vaccinare molteplici fasce d’età, ottenendo elevati livelli di copertura vaccinale, producono un impatto maggiore e più rapido, oltre al vantaggio dell’immunità secondaria.

In conclusione, il programma dell’OMS di eliminare i tumori cervicali può essere realizzabile in molte nazioni, posto che vengano attuati protocolli adeguati di vaccinazioni (da tre a due dosi per entrambi i sessi e coprenti più sierotipi del virus) e che venga raggiunta una copertura vaccinale sufficiente.

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